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Pico ha origini antichissime e scarsamente documentate. Ancora in parte oscura l'etimologia del nome: la teoria più accreditata lo fa derivare da Pico, figlio di Saturno, al quale i Prischi, antichi abitanti del luogo, qui avrebbero innalzato un'ara. Un'altra ipotesi lo vede derivare dalla "pica", uccello sacro a Marte; mentre l'ultima, meno autorevole, lo vuole traslato semplicemente da "picco", a causa della morfologia del terreno. Sulla sommità del paese, come nido di falco, regna l'antico Castello costituito da un grosso rettangolo con quattro torri, una in ogni angolo, il tutto circondato da una corona di verde ancora oggi detta il "parco". Pico sorge sulle alture dei monti Ausoni e domina la Valle del Liri, immerso in una natura ricca di boschi e di pascoli. Vite ed ulivo costituiscono le colture più diffuse e redditizie. La città ha dato i natali a mons. Nicola Lepore, vescovo di Saluzzo e cittadino onorario di Venezia, al poeta Tommaso Landolfi, al pittore Duilio Grossi e la tradizione vuole che qui sia nato anche S. Antonino Abate, protettore di Sorrento. Numerosi i luoghi di culto sparsi nel territorio a testimonianza della grande religiosità dei picani e tra questi ricordiamo in particolare la chiesa parrocchiale dedicata a S.Antonino M., patrono della città, quella di S. Marina e quella di S. Rocco. Per tutti gli appassionati di motori è appuntamento da non perdere il "Rally di Pico", gara automobilistica valevole per il campionato italiano.




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