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Convegno su Ambiente & Archeologia 

23 aprile 2016



Bando Regionale Officina Pasolini
Una opportunità di formazione nella :
"Musica, Teatro e Multimedialità"

Per diplomati dai 18 ai 35 anni




Bando Torno Subito
Proroga al 10 luglio 2015




La XVI Comunità montana si è offerta come Partner nella Regione Lazio per tirocini ad ingegneri ed architetti in campo ambientale e paesaggistico, agronomi e forestali, geologi, biologi, naturalisti.


III° Convegno sull'Ambiente Maggio 2015




Speleopresepe e Convegno 
In continuità con le numerose manifestazioni organizzate in questi ultimi due anni nell’Area Protetta  Sabato 14 dicembre, a partire dalle 15.00, si svolgerà, presso il Centro visite del Monumento Naturale regionale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco, la manifestazione dedicata al  I° Presepe Speleo - Speleo subacqueo ed il convegno dal titolo :  “La Caverna universale : Grotte, luoghi di culto, labirinti e …”

Al convegno  interverranno :

Giancarlo Pavat "Presentazione"; 

Augusto Carè  "Complessi Ipogei; origine, evoluzione ed importanza";

Paolo Ruggeri  “Insieme per la salvaguardia dei Beni di interesse culturale della Ciociaria”

Dante Sacco  “L'uomo e i luoghi del sacro. Armi e devozioni dall'Età del Ferro alla Romanizzazione nel territorio ciociaro”;

Fabio Consolandi  “Un archetipo universale: Grotte e labirinti”.

La manifestazione verterà su vari aspetti che abbracceranno il lato religioso, con il Presepe in grotta e la Messa, il lato scientifico, con il convegno su aspetti archeologici, storici e naturalistici, incentrati anche e soprattutto sulla nostra Ciociaria, programmatici, con illustrazione su prospettive di sviluppo ecosostenibile delle nostre grotte e del territorio, nella difesa di ciò che resta di un immenso patrimonio fortemente attaccato nel tempo.

Questo, per sommi capi, sarà il programma di tutta la manifestazione  :

Alle ore 15 è prevista la presentazione insieme ai saluti del Sindaco e del Presidente della XVI Comunità Montana, seguirà la Messa celebrata da Padre Luigi Donati, Parroco di Falvaterra. Successivamente ci si recherà all’interno delle Grotte turistiche di Falvaterra dove verrà allestito il Presepe nel suggestivo ed incomparabile  scenario del complesso ipogeo di Falvaterra, nel fragore delle cascate e rapide di acqua della parte attiva.  Seguirà il convegno alle ore 17.00, mentre alle 19.00 ci sarà una Mostra & Mercatino con il gran finale delle bruschette e Vin Brulè.

La manifestazione è stata possibile grazie al Comune di Falvaterra e alla  XVI Comunità Montana Monti Ausoni di Pico, all’area protetta del Monumento Naturale regionale delle Grotte, alla disponibilità del nostro Parroco, all’Associazione Mentore di Falvaterra e al Panificio Cristofaro di Falvaterra, ma con tanta buona volontà da parte dei volontari, espositori e degli studiosi che mettono quotidianamente il loro contributo per l’informazione, la crescita e difesa, sotto tutti i punti di vista, del nostro territorio ed ai quali va tutto il nostro ringraziamento.  


Falvaterra Underground

Domenica 18 agosto ore 9.00 presso centro visite del Monumento Naturale regionale 
visita speleoturistica del complesso ipogeo delle 
Grotte di Falvaterra e Pastena
Visita a numero limitato e su prenotazione
Informazioni sul sito www.grottedifalvaterra.it



Visita di  beneficenza
“Ascolta il tuo Cuore 2013”

Con un grande successo di pubblico, con più di una cinquantina di moto ed oltre cento visitatori, si è svolta domenica 16 giugno, grazie alla collaborazione tra il Moto Club di Pico,  la XVI Comunità Montana Monti Ausoni e il Comune di Falvaterra, la visita di beneficenza dal titolo “Ascolta il tuo Cuore 2013”.

La visita, come preannunciato, ha avuto il  proponimento di aiutare organizzazioni nel sociale della Ciociaria e quest’anno l’incasso è stato devoluto alla Casa Famiglia Santa Maria del Rosario di Ferentino-Morolo.

Molti i motociclisti del Moto Club Rumori di Pico intervenuti, provenienti da varie località della nostra provincia di Frosinone i quali, dopo aver lasciato i mezzi a due ruote nel parcheggio dell’area ricettiva. hanno attraversato un piccolo tratto dell’area protetta e si sono recati agli ingressi della Grotta per la visita della risorgenza carsica  delle acque che provengono dal polje della Madonna della Macchie di Pastena.

Molto bello e suggestivo lo spettacolo che si è mostrato ai loro occhi, con  il drappeggio delle stalattiti e stalagmiti della grotta avvolte dal buio e dal fragore della cascata e delle rapide interne del fiume sotterraneo.

Alcuni visitatori sono venuti anche da Roma e da Caserta, grazie alla pubblicità della nostra grotta sul sito della Regione dei Lazio www.parchilazio.it ed aree protette e grazie a Facebook, sulla pagina di Ciociaria_ Monumento Naturale Grotte di Falvaterra.

Presente alla visita anche lo scopritore del Ramo attivo delle Grotte di Falvaterra e Pastena, il geologo Lamberto Ferri Ricchi, che ha illustrato storie ed aneddoti legati all’importante e coraggiosa scoperta avvenuta nel lontano luglio del 1964, con la collaborazione di  subacquei divenuti famosi nel campo delle immersioni a livello nazionale ed internazionale.

A conclusione di questa splendida giornata si è in dovere di ringraziare tutti i membri del  Moto Club “Rumori” di Pico, l’Associazione Carabinieri di Ceprano,  il personale ed i  volontari del nostro Comune  che si sono prestati per la sistemazione degli accessi e per la guida dei visitatori in grotta ; è nostra intenzione, dato il successo, organizzare altre visite nel futuro, con identiche  finalità di beneficenza, per organizzazioni legate al sociale  e alla difesa dell’ambiente naturale.

Si preannunciano, inoltre,  nuove iniziative anche nei prossimi mesi con riedizioni  delle giornate ecologiche nell’area protetta, convegni e soprattutto una manifestazione legata all’attraversamento dell’intera grotta, con un  percorso sotterraneo di 2.5 chilometri, intitolata “Falvaterra-Pastena underground  coast to coast” organizzata nel periodo estivo con minor portata del fiume e le cui adesioni, necessariamente limitate, saranno raccolte tramite i nostri siti www.grottedifalvaterra.it e www.montiausoni.it.





CONVEGNO

SABATO 27 APRILE ORE 16.00

"L' ACQUA, LA  ROCCIA ED IL TEMPO"

Centro ricettivo Grotte turistiche Falvaterra (FR)





Convegno  “l'acqua, la roccia ed il tempo” note della giornata culturale :

Con un grande interesse e risposta di pubblico si è svolto, sabato 27  Aprile, il  convegno, denominato “l'Acqua, la Roccia ed il Tempo”, nella sala convegni del centro ricettivo del Monumento naturale regionale  delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco.

L'’appuntamento, che ha avuto, tra i vari, il patrocinio del Ministero per i Beni e le attività  culturali, ha fatto  il punto sulle realtà che racchiude quest’ area di piccole dimensioni, ma di importanti aspetti di carattere geologico, speleologico, biologico ed archeologico, inquadrati in un ambito più ampio legato all’evoluzione geologica e storico archeologico del basso Lazio.

L’'area protetta regionale è stata fortemente voluta dalla XVI Comunità  montana  che praticamente l'’ha creata dal nulla, insieme al Comune di Falvaterra, mettendo insieme tutte le peculiarità, gli studi, gli interessi, affrontando le  problematiche necessarie per la sua istituzione.

Dopo i  saluti del Sindaco, Antonio Lancia e del Presidente dell’Associazione Fabrateria, Adriano Piccirilli, sono intervenuti  i vari relatori che, con tematiche diverse, hanno interessato il pubblico presente, in particolare :

Augusto Carè, speleologo e Presidente della XVI Comunità Montana Monti Ausoni, ha  presentato la geologia dell’area, con riferimento alla catena anti appenninica del sistema dei Volsci, Lepini-Ausoni ed Aurunci, in relazione al carsismo epigeo ed ipogeo. In particolare è stata illustrata la speleologia delle grotte presenti nel settore centrale della catena, Monti Ausoni, alla luce delle recenti scoperte, in una rivisitazione dei lavori effettuati sul principale bacino imbrifero del complesso speleologico delle Grotte di Pastena e Falvaterra. Durante l’esposizione sono state proiettate immagini naturalistiche dell’area e degli ambienti ipogei dell’intera area senza tralasciare le  problematiche connesse alla negativa influenza antropica su cui occorre intervenire al fine di preservare un bene inestimabile,

Lo scrittore e ricercatore Giancarlo Pavat, a cui si devono le scoperte a proposito del misterioso affresco del Cristo nel labirinto di Alatri e la sua divulgazione a livello nazionale e non solo, ha illustrato i rapporti che legano strutture megalitiche (dolmen, menhir, cairn e muraglie in opera poligonale) ai labirinti, e di questi ultimi con la presenza di sistemi di caverne e grotte,  sia dal punto di vista concettuale che materiale,  alla luce delle sue ultime ricerche e scoperte (alcune delle quali verranno presentate per la prima volta al pubblico in questo convegno) in Italia che in Europa, in particolare in Scandinavia.

Cosimo Cisternino, consulente del Consorzio Grotte di Pastena e Collepardo e direttore delle Grotte di Castellana, e Fausto Di Domenico, Presidente del Consorzio, hanno presentato un lavoro in merito al marketing per il  lancio di un prodotto legato al turismo ipogeo,  in sinergia tra le varie realtà speleologiche del territorio della Ciociaria, rappresentate dalle Grotte di Pastena e Collepardo e dalla nascenti Grotte di Falvaterra, sottolineando la presenza sul territorio di grandi valori, ma la mancanza di offerte valide in grado di attrarre un flusso considerevole visitatori.

L’archeologo Italo Biddittu,  autore della scoperta del cranio umano fossile noto come “Argil”,  ha esposto   i dati relativi alla presenza umana nelle grotte del Lazio meridionale, a partire dal Paleolitico medio (Uomo di Neandetal) e proseguita poi nel Paleolitico superiore e nelle epoche successive con particolare concentrazione nell’Età del bronzo. E’ in questa ultima fase che le più grandi grotte del territorio (Pastena e Collepardo) sono frequentate anche con finalità rituali e funerarie.

L'archeologo Pier Giorgio Monti, direttore del Museo Civico Archeologico di Fregellae (Ceprano), ha illustrato la situazione relativa alla distribuzione, origine ed evoluzione dell'opera poligonale nella valle del Liri anche in relazione a situazioni simili presenti in altre zone dell'Italia centrale. Caratteristiche "fortezze" attribuibili ai Volsci ed ai Sanniti, i circuiti murari in opera poligonale non sono sempre stati costruiti solo per necessità di difesa. Spesso servivano a creare dei terrazzamenti per esigenze di culto e, nel periodo romano, erano anche utilizzati per realizzare percorsi montani o stabili basi per ville rustiche.

L’'architetto Andreina Bizzarro si è soffermata  sull'opportunità  di relazionarci con l'ambiente naturale con l'obiettivo di instaurare un punto di vista privilegiato dei fruitori. In sintesi: il nuovo e sempre crescente desiderio di stabilire un nuovo legame con l'ambiente naturale ci ha spinto a creare la condizione ideale per un'esperienza che possa essere il primo passo di un rapporto diverso con tutto ciò che ci circonda e dunque ci attraversa. L’istituzione del monumento naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco offre un’importante opportunità nella formazione di questo nuovo rapporto ed è da intendersi come una opportunità e non come una limitazione.

Non è stato, purtroppo, possibile avere la presenza dello scopritore delle grotte, Lamberto Ferri Ricchi, geologo e pioniere della speleologia subacquea, il cui intervento verteva sulla storia dell’e esplorazioni del complesso speleologico di Pastena e Falvaterra che effettuò a partire dal 1963. Non mancherà di avere il  suo apporto nel prossimo appuntamento, con l'’inaugurazione ufficiale delle grotte ed interventi di  completamento, previsto in estate.

Durante il Convegno sono state proiettate immagini naturalistiche dell’area protetta, sulle iniziative svolte e sulle fasi di costruzione delle infrastrutture a cura del fotografo Marco Toti e scattate foto dell’'evento a cura del fotografo Pinchieri Luciano.

Al termine del convegno è stato possibile visitare il sito delle Grotte Turistiche di Falvaterra, aperte tutti i sabato pomeriggio e domenica mattina, sono  previste aperture più ampie con la ormai prossima estate ed iniziative di visite speleo turistiche. 

Video della giornata con interviste dei relatori sono consultabili sul sito di  : Fiuggi Web Tv

Foto della sala il giorno del  convegno



Il nuovo trattore Jhon Deere da 70 Hp 

Anche se in momento di estrema difficoltà per gli enti pubblici, ancor di più per un piccolo ente montano,  non ci siamo sottratti ai nostri doveri di impegno per il territorio che rappresentiamo.

L’acquisto di questo mezzo, un trattore Jhon Deere da 70 cavalli dotato di trincia e dal costo di quasi 50.000 euro,  ne è un chiaro esempio. Tale mezzo permetterà un valido aiuto nell’opera di pulizia delle strade montane e tratturi non solo per le normali attività di queste zone, ma anche per il necessario transito dei mezzi  antincendio e la predisposizione di linee taglia fuoco rappresentate dalla stesse vie debitamente ripulite.

L’uso sarà esteso anche al periodo  autunnale ed invernale  poiché si ha intenzione  di dotarlo di un lama e sgombraneve e sistema di distribuzione del  sale.

L’acquisto è stato possibile grazie alla possibilità di mettere insieme più contribuiti da parte della Regione Lazio, con una partecipazione da parte dello stesso ente montano, evitando di disperderli in opere inconcludenti e di scarsa utilità pratica, cosa ci ha sempre contraddistinto nella nostra attività decennale.

Ci prefiggiamo di non fermarci qui e di continuare, nonostante il momento poco propizio, nell’opera di completamento delle attività in itinere e di ottimizzare al massimo le risorse concesse.




Incendio sabato 2 marzo in area regionale protetta



Un pericolosissimo incendio boschivo ha investito parte del territorio a confine tra il comune di Falvaterra Pastenae Castro dei Volsci, in località vallone del Rio Obaco, settore occidentale e settentrionale  di Monte Cisternola.
L’incendio si è sviluppato, a quota 400 s.l.m., alle ore 18.30 di Sabato 2 marzo ed è stato avvistato dal personale del Gruppo Comunale di Falvaterra e cittadini del paese. Il Presidente Carè della XVI Comunità Montana e Responsabile del Gruppo Comunale di Falvaterra, avvertito della situazione, ha immediatamente allertato, alle 18.40, la  Forestale e la sala operativa della Regione Lazio, comunicando la gravità ed il rischio che, se non si fosse intervenuto tempestivamente, il fuoco avrebbe aggredito interamente il Monumento Naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco, area naturalistica  di importanza regionale, arrivando fino alle case della zona bassa.
 Allo stesso tempo si è  recato sul posto assieme a personale del Gruppo comunale e dell’Associazione Carabinieri di Ceprano che ha una base operativa proprio all’interno del Monumento Naturale di  Falvaterra, presso la struttura ricettiva delle Grotte turistiche.
Sul posto anche il PK L200 con modulo antincendio della XVI Comunità montana Monti Ausoni di Pico, concesso in comodato d’uso a protezione del Monumento naturale.
Nonostante l’ora notturna e le difficoltà legate al fatto che l’incendio si trovava in quota, a 200 metri di dislivello rispetto alle vie provinciali e comunali, è stata velocemente formata una  squadra di volontari, successivamente divisa in due gruppi di intervento, i quali, in condizioni proibitivi e seguendo il percorso  aperto da lavori dell’ente montano, hanno potuto raggiungere i luoghi, in quota, dell’incendio ed  iniziare ad operare intorno alle 19.00.
Non sono stati impiegati mezzi di alcun tipo, le due piccole squadre hanno operato armati di flabelli e luci di sicurezza, portano l’opera di spegnimento anche sulle pericolosissime pareti di roccia con dislivelli anche i 50 metri, grazie ad una fortissima volontà e conoscenza perfetta dei luoghi.
Il fuoco, malgrado la stagione, ha trovato, inizialmente, gioco facile, grazie alla vegetazione ad Ampelodesma con fitta macchia mediterranea  ed alla ventilazione ben sostenuta. 
Alle 22.00 il primo fronte su Monte Castellone e sulle rupi del Rio Obaco è stato domato. Le due squadre sono pertanto rientrate presso la base del Rio Obaco mentre il Gruppo comunale di Falvaterra ha continuato l’opera di spegnimento recandosi sul settore Sud-Occidentale di Monte Cisternola, dove era avvistata una lunga lingua di fuoco.
Questo fronte di fuoco si presentava piuttosto allungato in direzione Nord Sud con un lingua in direzione Ovest. Il ridotto nucleo di volontari ha attaccato, con i soli flabelli, la linea di fuoco da Ovest seguendo l’intero perimetro ed arrivando a chiudere la lunga linea intorno alle 2 di notte,  impedendo che l’intera Valle Vona, con uliveti e i monti che sovrastano la Provinciale per Castro dei Volsci fossero avvolti dalle fiamme scendendo poi fino alle case sottostanti di Colle Mancino. 
Presente anche una squadra dei Vigili del fuoco che, però, non ha operato, non essendoci stati pericoli diretti alle abitazioni. 
Ancora una volta si è dimostrato come la tempestività nell’intervento è fondamentale nella possibilità di impedire danni bel più gravi senza, necessariamente,  ricorrere ai costosissimi mezzi aerei. A questo scopo è bene ricordare che in caso di incendio occorre avvisare tempestivamente la sala operativa della Regione  Lazio al numero 803555 e la Forestale al 1515.
Lascio ogni commento ai lettori ed alle nostre popolazioni montane sulle “strane ragioni” e  sulle qualità delle persone che hanno il “coraggio” di incendiare  i  nostri boschi, con pericolo per coltivazione e per le nostre case, mostrando  spregio per la Natura con danni irreparabili al nostro patrimonio ambientale.
E’ doveroso, inoltre, ringraziare l’associazione di volontariato dei  Carabinieri di Ceprano, nella persona del Presidente Adamo Pescosolido ed i suoi componenti, Fabrizio Serracino, Agostino Vonae e Fabrizio Gazzelloni di Ceprano, per l’opera di spegnimento e del cittadino di Falvaterra Giuseppe Rinna, per l’abnegazione ed ostinazione, fino a tarda notte,  nell’opera di difesa di un ambiente che rispetta.





La XVI Comunità Montana di Pico ha intenzione di organizzare un Convegno, per Venerdì 27 Aprile, presso il Centro ricettivo dell'area protetta regionale del Monumento Naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco, dal titolo :

"l'Acqua, la Roccia ed il Tempo"

dedicato a tematiche sulla Geologia, Archeologia, Sviluppo sostenibile delle aree protette.





La XVI Comunità Montana, in collaborazione con il Comune di Falvaterra e l'area protetta regionale  " Monumento Naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco " organizza un'iniziativa  dedicata all'ambiente dal titolo :

"Puliamo le nostre Grotte"

Resoconto iniziativa "Puliamo le nostre Grotte"

Si è svolta sabato 3 novembre, anche se con programma ridotto causa un grave lutto che ha colpito il piccolo centro di Falvaterra, l’iniziativa “Puliamo le nostre Grotte”. L’iniziativa, organizzata dalla XVI Comunità Montana dei Monti Ausoni di Pico, ha visto il patrocinio di diversi enti ed associazioni di volontariato, in particolare il Parco dei Monti Ausoni, il Consorzio Grotte di Pastena e Collepardo, i Comuni di Pastena e Falvaterra, il CAI Club alpino italiano, sezione Gruppo speleologico ciociaro, il Monumento naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco, l’Associazione Carabinieri di Ceprano e l’Associazione Fabrateria, a cui va il vivo ringraziamento dell’ente montano. Nella prima mattinata, grazie ai volontari dell’Associazione Fabrateria, sono stati raccolti rifiuti lungo la risorgenza del Rio Obaco, costituiti per lo più da bottiglie e contenitori di plastica, in questo caso piuttosto radi causa la forza delle piene che hanno fatto piazza pulita lungo le sponde, con innalzamento dai livelli medi di un paio di metri e portate di diversi metri cubi al secondo.

Nel primo pomeriggio una squadra di speleologi, con muta subacquea, è penetrata all’interno delle grotte del sistema di Pastena e Falvaterra, partendo dalla risorgenza del Rio Obaco, raggiungendo il lago lungo del sifone centrale, a 1.5 km dall’ingresso. Notevole la forza della corrente contraria, causa le ultime abbondanti piogge,  motivo che ha determinato un raddoppio dei tempi di percorrenza media del lungo percorso sotterraneo che si addentra per più di cinque chilometri all’interno del Monte Lamia.

La  squadra speleologica ha  scattato diverse foto illustranti lo stato in cui versano le acque interne, con rilievo di alcune interessanti venute  laterali di acque legate sicuramente a nuove vie ipogee. Il materiale fotografico verrà pubblicato sul sito della comunità montana www.montiausoni.it e grotte www.grottedifalvaterra.it .  Purtroppo, nonostante le piene di diversi giorni passati, sono state  rilevate  e fotografate spesse chiazze di schiume, testimonianti la presenza  di tensioattivi provenienti da monte. In alcuni punti, inoltre, sono stati individuati accumuli di materiali vari, tra cui gomme, passeggini, contenitori vari e tutto ciò che compete al malcostume, ancora vivo, di gettare nei fossi materiali di ogni genere.

Parte del materiale è stato recuperato con notevole difficoltà, trasportato all’esterno e smaltito in discarica;  prossimamente, con una maggiore calma delle acque di corrente, si pensa al periodo natalizio o primaverile,  verrà organizzata una nuova giornata di pulizia con l’attivazione di una nutrita squadra speleologica e subacquea.

Come già sottolineato in altre occasioni  questo grave problema non coinvolge solo la bellezza speleologica  delle grotte o la salvaguardia della biologia ipogea, come qualcuno potrebbe “stupidamente” pensare credendo, quindi,  che siano fatti che non lo riguardino; le acque che vogliamo difendere, infatti, sono le stesse che alimentano le nostre sorgenti da cui si attinge acqua per gli acquedotti;  entrano, pertanto, nelle nostre case, con qualche aggiunta di cloro dai mille poteri;  i risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti, vedasi le malattie tumorali ed altro che proliferano a dismisura, in cui la qualità delle acque potabili gioca un ruolo importante.

Nonostante tutte le nostre buone intenzioni  tale problema non potrà mai essere risolto  se non verranno adottati una serie di provvedimenti ed azioni :

1)      Gli enti o forze preposti al controllo ambientale, vedi ARPA o nucleo Ambientale dei Carabinieri,  devono, in maniera corretta, individuare la causa delle schiume e di altri elementi inquinanti, eventualmente  contenuti nelle acque della risorgenza e sorgive, con analisi puntuali della qualità delle acque in varie periodi dell’anno, dalle piene autunnali-invernali alle portate di  minima a fine estate inizio autunni;

2)      I comuni e enti sovraordinati, quali Provincia e Regione Lazio,  devono attivarsi con campagne di sensibilizzazione tra la popolazione per comportamenti corretti e finanziamenti mirati che non devono essere sprecati in parcelle ed altro;

3)      L’ente gestore degli impianti di depurazione Acea Ato 5 deve controllare debitamente gli scarichi nei fossi a monte, verificando la corretta qualità delle acque in uscita dai depuratori;

4)      Il Ministero dell’Ambiente, dal momento che la zona ricade nell’area del bacino del Fiume Sacco, sito di interesse nazionale, vedasi  Gazzetta ufficiale delle Repubblica italiana del 29/04/2008 serie n. 100, dovrebbe finanziare interventi per la sistemazione corretta e definitiva dei depuratori di monte e pulizia del sistema ipogeo, cosa che non sembra sia avvenuta in maniera esauriente nel passato;

5)      La Prefettura deve continuare, come sta già facendo, a sovraintendere affinché tutto l’iter di monitoraggio, interventi di protezione, pulizia e controllo finale siano pienamente attuati;

In questo groviglio burocratico di poteri e competenze la cosa che sconcerta maggiormente, fino ad ora,  è  l’impressione che ci sia una sorta di scarica barile, un rifugiarsi dietro competenze e quant’altro, senza un’attivazione piena, un muoversi unicamente se sollecitati senza prendere sul serio la questione.

La XVI Comunità montana dei Monti Ausoni di Pico, dal canto suo, nonostante i noti venti di imminente chiusura, scarsi fondi, difficoltà di ogni genere ed  amministratori ad “indennità zero”, sta facendo ben più del dovuto, con opere di sensibilizzazione e pulizia, difendendo fattivamente  il territorio. La nostra chiara intenzione è quella di puntare sia alla salute della popolazione sia alla corretta  valorizzazione turistica del territorio, in un ambiente incontaminato ad iniziare dalle nostre acque di origine carsica, nel pieno interesse pubblico. 

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 Articolo sistemazione strade Comune di Pastena

Malgrado i numerosi problemi all’orizzonte, legati a svariate problematiche dovute alla mancanza di fondi, per le restrizioni di fondi a disposizione degli enti montani, le ben note vicende regionali, la XVI Comunità Montana si sta attivando per mantenere  fede alle promesse fatte. In particolare abbiamo il  dovere di portare a compimento tutte le opere in itinere, iniziate o finanziate in questi ultimi anni, così come indicato da diverso tempo.

In quest’ottica l’ente ha finalmente sistemato la strada di campo Cerquello nel territorio montano di Pastena.

Si tratta di un tratto di circa 200 metri di strada già esistente, ma rimarcato da condizioni piuttosto precarie con fondo in breccia oggetto di continui dilavamenti da parte delle acque superficiali.

Grazie al nostro intervento il tratto stradale è stato sistemato con un fondo in cemento e rete elettrosaldata al fine di permettere una sua durata più lunga nel tempo, di gran lunga maggiore rispetto ad una sistemazione di asfalto che avrebbe consentito un tratto più lungo ma di scarsa consistenza e durata.

A breve daremo informazione su ulteriori progetti che stiamo portando a compimento, seppur  in un clima che non è certo favorevole causa le ben note crisi finanziare statali, regionali, comunale che stiamo attraversando, in attesa che la regione una volta per tutte decida il nostro destino.

Antincendio 2012

Come sempre anche quest’anno la XVI Comunità montana dei Monti Ausoni di Pico mette in campo i propri mezzi a difesa del territorio del proprio comprensorio, in relazione alla campagna antincendio 2012.
Ci teniamo sempre a ricordare che la nostra area montana  possiede  un importante patrimonio naturalistico avendo al  suo interno parte dei parchi regionali degli Ausoni e degli Aurunci, la Riserva Naturale del Lago di San Giovanni ed Isoletta,  il  Monumento Naturale delle Grotte di Falvaterra, l’area di Monte Leucio e per finire le notissime Grotte di Pastena. Per questi motivi, legati a finalità sia ambientali che turistiche e paesaggistiche, l’attenzione da porre nella lotta agli incendi boschivi deve essere sempre altissima.
La situazione quest’anno si mostra ancora più problematica del passato, con zero finanziamenti regionali stanziati a favore delle comunità montane del Lazio per la lotta agli incedi boschivi, oltre a drastiche riduzioni, o quasi azzeramenti, per le spese di funzionamento. Si spera che con l’assestamento di bilancio regionale, previsto a breve, questa situazione possa essere rivista, tenendo conto che l’ estate si è mostrata  calda fin da subito, con temperature che sfiorano i 40 gradi.
L’ente montano offre una buona copertura in termini di mezzi di terra preposti alla lotta agli incendi boschivi, con due PK Mitsubishi dotati di modulo antincendio, due panda 4x4, un’ autobotte da 5000 litri, con  pompa e tubature  da poco risistemate e due trattori con trincia di cui uno nuovissimo in arrivo.
Oltre a questi mezzi sono a disposizione dei nostri comuni alcune vasche da 5000 litri da collocare opportunamente in punti nevralgici dove esiste una maggiore carenza in termini di approvvigionamento idrico, adatte sia ai mezzi di terra che agli elicotteri  per il rifornimento più celere di acqua.
La manutenzione e le spese generali, come sempre, saranno a carico dell’ente montano, cercheremo di onorare questo impegno anche stavolta, nonostante le illusorie promesse regionali, ma abbiamo un dovere da rispettare con il nostro territorio.
Sicuramente ci saranno problemi in termini di personale ed ancora una volta tutto sarà sulle spalle degli amministratori, del personale volontario e del ristrettissimo personale interno dell’ente che già nel passato hanno fatto del loro meglio per poter arginare gli incendi scoppiati nel  territorio.
A conclusione evidenziamo, a livello statistico,  che nel 2012 abbiamo avuto un incremento degli incendi nelle aree Nord occidentali, comuni di Falvaterra e Pastena,  rispetto alle aree Sud orientali, comuni di Pontecorvo, San Giovanni incarico e  Pico, nonostante una buona tempestività nell’opera di rilevazione e spegnimento. Questo ci conferma che non può essere abbassata la guardia, avendo bene a mente che basta un niente per distruggere vaste aree boschive.
A conclusione invitiamo, come sempre, la popolazione  del territorio a segnalare anche ai nostri numeri :
077544352 -  3283413876
qualsiasi situazione di pericolo in termini di incendio boschivo e rischio ambientale.

Visita speloturistica agosto 2012

Grazie all’impegno ed interessamento della XVI Comunità Montana di Pico e del Comune di Falvaterra, ente gestore dell’area protetta regionale “Monumento naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco”, è stata effettuata, come da programma, mercoledì 22 agosto, con partenza dalla risorgenza del Rio Obaco, a Falvaterra, la traversata dell’intero complesso sotterraneo delle due grotte di Pastena e Falvaterra. La visita ha comportato la partecipazione di giovani e speleo sub del territorio e di altri luoghi, tra cui  Roma e  Genova.

Si tratta di un appuntamento a cui si vuole dare una continuità nel tempo e  con cui è stata testata la possibilità, anche per i meno esperti, di far provare il percorso speleo turistico, con passaggio tra le due grotte. Tale tragitto è lungo quasi 2.5 chilometri, si sviluppa nelle viscere del monte Lamia, con un dislivello di circa 50 metri, ad una profondità di circa 250 metri dalla superficie del monte, con uno sviluppo abbastanza orizzontale, a parte qualche piccolo salto posto nel settore di Falvaterra.

La parte più impegnativa, come previsto, è stato il superamento dei sifone centrale, posto ad 1 km dagli ingressi, tramite uno stretto bypass e dei due laghi lunghi a nuoto,  che si estendono per alcune centinaia di metri all’interno dell’importante complesso ipogeo delle Grotte di Pastena e Falvaterra, oltre a una serie continua di piccoli e meno estesi laghetti sotterranei di collegamento.

La situazione si è però complicata nel settore a monte, al di là del sifone centrale, dove sono stati rilevati e fotografati ampi punti di galleggiamento di materiale solido, frutto dell’attività umana, situazione che verrà comunicata agli enti preposti, al fine di una prevenzione contro questo degrado.

Decisamente buona, invece, la qualità delle acque nel settore più a valle, con acque limpide, scarsa presenza di materiali e con vita ipogea rappresentata da  coleotteri, aracnidi troglobi e troglosseni tra cui qualche raro pesce; molto presenti i troglofili con pipistrelli nel settore a monte delle Grotte di Pastena, grazie ad una nutrita ed attiva colonia.

In merito alle temperature si è rilevato una temperatura dell’acqua  sotto i 15°C nel settore di Falvaterra, ma che è salita decisamente, di qualche grado, nel settore di Pastena sopratutto per la presenza di acque ferme con forti processi fermentativi esotermici.

Dall’ultima visita, di appena una settimana fa, si è notato, inoltre, un forte abbassamento della falda profonda, che  ci ha permesso di superare il sifone centrale anche senza necessità di immergersi sott’acqua o tramite by pass. Tale situazione di abbassamento, piuttosto rara, è preoccupate poiché tali falde sotterranee profonde alimentano le sorgenti vicine, da cui si attingono le acque per l’uso potabile. Se la situazione perdurerà e non vi saranno piogge in grado di alimentare le falde sotterranee, si rischia il disseccamento di  importanti sorgenti con gravi conseguenze per l’intero territorio.

I prossimi appuntamenti riguarderanno delle visite meno impegnative, ma interessatissime  che investiranno il settore attivo delle Grotte di Falvaterra, con operazioni di facilitazione nei passaggi,  pulizia e controllo ambientale,  al fine di rendere fruibile il percorso a speleo turisti alle prime armi, dando inizio dell’attività speleo turistica vera e propria. Numerose sono le richieste che stiamo ricevendo da  varie zone d’Italia, dall’intera Regione Lazio e dalla Capitale, dall’Abruzzo e dalla Campania e che stiamo facendo attendere.

Alcune delle immagini riprese dalla spedizione verranno messe, al più presto, sul   sito del Monumento naturale delle Grotte di Falvaterra e della XVI Comunità Monatana dei Monti Ausoni di Pico agli indirizzi e-mail : www.grottedifalvaterra.it e www.montiausoni.it su cui troverete anche comunicazione sui prossimi appuntamenti speleo turistici e non.



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